Campagna finanziata con il contributo dell'Unione Europea e dell'Italia
Facebook  Flickr  YouTube       DA | FR | IT | NL

L'UTILIZZO

   Aggiungi ai Preferiti / Condividi


ll grasso-magro che fa bene alla salute

L'olio extra vergine di oliva è un condimento, un alimento o un farmaco?Una domanda interessante ma anche molto audace perché spinge a credere che l'olio extra vergine di oliva possa essere considerato una specie di farmaco e per certi versi può essere considerato tale. È bene però, riaffermare che non esiste un cibo che possa da solo curare una o più  malattie, al posto di un farmaco.
Molti altri consumatori, invece, considerano erroneamente l'olio extra vergine d'oliva un semplice condimento e non un alimento. La verità sta a metà tra queste due estreme interpretazioni. 
Attualmente il consumo dell'olio extra vergine è concentrato per l'80% nei Paesi di area mediterranea, tra Italia, Grecia, Nord Africa, Spagna, Portogallo, ecc.

Quando tutto il mondo scoprirà cosa significa usare ogni giorno una giusta dose di olio extra vergine di oliva, quel giorno in tutto il globo ci sarà un miglioramento della salute e una minore incidenza di tumori. L'olio extra vergine di oliva ha, infatti, un importante ruolo di prevenzione e può preservarci da malattie mortali.

L'uso costante in età adulta aiuta a prevenire le malattie metaboliche e cardio-vascolari perché è ricco di antiossidanti, fra cui la vitamina E, che aiutano a vivere più a lungo.

Gli anziani, grazie all'introduzione di olio extra vergine di oliva, mantengono la loro integrità fisica, mnemonica e psichica più a lungo. Le donne in gravidanza possono usarlo per migliorare l'intelligenza dei loro neonati, se lo consumano con equilibrio.

Una recente valutazione scientifica ha paragonato il contenuto dell'acido oleico presente nel latte di donna a quello presente nell'olio extra vergine di oliva. Il contenuto è quasi simile, quindi la natura ha usato un binomio vincente per far crescere l'uomo, basandosi anche e soprattutto sull'uso, sin dai primi giorni, di questo grasso, cioè l'acido oleico.

Questo acido monoinsaturo, riccamente presente nell'olio extra vergine di oliva è caratterizzato da un'altissima digeribilità, specie da parte dei neonati e dei bambini. Costoro, infatti, usufruiscono molto della sua azione che rinforza le membrane cellulari, specie quelle nervose, e quindi stimola sia la crescita fisico-muscolare che quella intellettiva, aumentando il grado di intelligenza che madre natura ha fornito geneticamente.

L'olio extra vergine di oliva favorisce l'aumento del colesterolo buono, detto HDL, e l'abbassamento di quello cattivo, detto LDL; questa duplice azione contribuisce ad abbassare il rischio di insorgenza di malattie cardio-vascolari e di ictus e favorisce una maggiore longevità.

Tutto ciò perché è poverissimo di acidi grassi saturi e ricchissimo di monoinsaturi. Questa proporzione non è mai rispettata negli altri alimenti che contengono grassi, perché in genere prevalgono gli acidi grassi saturi, che hanno la funzione principale di favorire l'azione arteriosclerotica.

Con l'olio extra vergine si inverte la tendenza e si vive più a lungo e meglio.

Secondo quanto riferito sugli Annals of Oncology, i grassi di questo olio abbassano del 46% i livelli di uno dei principali oncogeni causa del carcinoma alla mammella e favoriscono il funzionamento di un farmaco che ha come bersaglio proprio questo oncogene. Ciò spiega il minor rischio, per questa neoplasia, tipico delle donne dei paesi mediterranei, come dimostrato in passato da numerose indagini epidemiologiche su campioni di popolazione femminile.

È un alimento funzionale naturale, cioè un natural-functional-food che contiene molti elementi che ci permettono di prevenire, più che curare l'insorgenza di malattie, specie quelle di tipo metabolico, come il diabete, l'infarto cardiaco... e protegge il corpo dagli effetti negativi che possono derivare da un'eccessiva introduzione di grassi saturi tipo quelli del burro.

Uno studio originale pubblicato sulla rivista "Nature" rivela che alcuni colleghi scienziati americani sono giunti alla conclusione che questo olio sia inoltre un potente antinfiamatorio, partendo dalla fortuita osservazione che l'olio extra vergine fresco irrita la gola in maniera unica e insolita. Lo stesso avviene quando si inghiotte il farmaco granulare ibuprofene. Questo senso di irritazione sarebbe dovuto alla presenza di oleocantale (oleocanthal), che inibisce l'attività degli enzimi (cicloossigenasi), proprio come il farmaco ibuprofene. Alcuni degli effetti benefici della dieta mediterranea potrebbero essere dovuti all'attività naturale anti-COX dell'oleocantale contenuto nei migliori oli d'oliva.

Antiossidante per eccellenza quindi ma, soprattutto, vera e propria bandiera della salute.


Succo di Frutta - Elisir di Lunga Vita

Ippocrate, Galeno e Dioscoride, i primi grandi medici della Grecia antica e dalla Roma imperiale impiegavano già l'olio di oliva nelle loro cure. L'albero di olivo, di cui si parla nel Deuteronomio, il quinto libro della Bibbia, compare circa sei mila anni fa nell'Asia occidentale e da quel luogo si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, trovando consacrazione presso tutte le religioni, quale simbolo di saggezza, pace e prosperità.Accanto all'aspetto sacro e anche nella vita sociale, da sempre, l'olivo è stato simbolo di forza e purificazione. Gli ateniesi lo ricevevano come premio per le loro vittorie. I romani lo consegnavano ai cittadini più meritevoli.I cristiani lo consideravano un segno di augurio e di pace. Gli antichi ambasciatori, quando recavano notizie di pace, offrivano ramoscelli di olivo.Lo si può chiamare succo di frutta perché di questo, in effetti, si tratta. Una semplice spremuta di olive ottenuta con soli mezzi meccanici che racchiude, magia della natura, i mille sapori e colori dell'olio extra vergine di oliva delle mille campagne italiane che migliorano la qualità europea.L'albero di olivo è un elemento inscindibile dal paesaggio del Mediterraneo e rappresenta, in alcuni casi, una fonte insostituibile di reddito e di ricchezza. Si calcola che l'olivicoltura procuri mezzi di sussistenza per più di due milioni di famiglie in zone agricole notoriamente povere e disagiate.


L'uso Consapevole

Un uso sempre più consapevole dell'olio extravergine è un elemento di grande qualificazione e potrà portarci a migliorare il nostro benessere, la qualità della nostra gastronomia e della ristorazione. Tutto questo potrà riflettersi positivamente anche sul mondo produttivo e spiegare a ristoratori e consumatori che produrre un extravergine di alta qualità costa. Non è facile spiegare che un olio extravergine da pochi Euro, spesso un prodotto vicino alla sua data di scadenza che non ha più alcun pregio sensoriale e una minima attività antiossidante, anche se ancora si chiama extravergine non ha nulla di paragonabile ad un extravergine di alta qualità. Sfatare i luoghi comuni, educare i consumatori, informare, costruire gusto e consapevolezza delle scelte alimentari sono obiettivi ambiziosi, soprattutto in un mondo in cui i consumi e le abitudini stanno cambiando rapidamente per effetto di sollecitazioni diverse. Queste note, non conclusive, vogliono essere un contributo alla conoscenza di questo prodotto nobile, nell'auspicio che sempre più consumatori siano attratti dalla sua magia e dalla sua capacità di imprimere un ritmo diverso al sapore dei nostri piatti.


Come si conserva L'Olio

L'olio extravergine di oliva andrebbe conservato al buio, in contenitori pieni con pochissimo volume vuoto e quindi poca aria a contatto con l'olio e perfettamente chiusi, ad una temperatura preferibilmente intorno ai 12-16°C. Fresca ma non fredda. Se la temperatura scende al di sotto degli 8-10°C, infatti, l'olio "gela". A temperatura più alta tende ad ossidarsi più velocemente, ed a perdere i suoi caratteri di pregio. Conserviamolo anche in cucina, ma non al fianco dei fornelli e vicino alla finestra, meglio nello stipetto o in un luogo fresco, una cantina o un ripostiglio.





L'Olio è buono quando...

Se lo si annusa e si avverte un odore più o meno intenso che ricorda l'oliva fresca schiacciata o la foglia di ulivo sfregata tra le mani, oppure una sensazione pungente, fresca e gradevole di erba appena sfalciata, con eventuali note che ci ricordano la foglia di pomodoro, il carciofo e/o odori di frutta verde quali la mela. L'insieme di queste sensazioni viene definito "fruttato di oliva". Se lo si assaggia e trasmette anche una leggera sensazione di amaro e piccante alla base della lingua è un buon segnale perché questa sensazione è dovuta alla presenza dei composti fenolici, antiossidanti naturali che proteggono l'olio durante la conservazione e la cottura. Questi composti svolgono un'importantissima azione, proteggendo le nostre cellule dall'invecchiamento e dallo stress ossidativo (bloccano i radicali liberi). Troppo spesso la nostra disabitudine a consumare oli che presentano questo carattere ci porta a non accettarlo, preferendo oli dal gusto piatto.


L'Olio non è buono quando...

Non si avverte alcun odore oppure si avvertono odori diversi dal "fruttato",ovvero "difetti". I difetti più comuni solo quelli che si sono originati da danni alle olive, dalla loro prolungata conservazione prima dell'estrazione dell'olio, dalle fermentazioni indesiderate dei frutti danneggiati, marci o ammuffiti che trasferiscono odori anomali di "muffa", "riscaldo", "avvinato", "morchia" o "rancido". Quest'ultimo è dovuto all'ossidazione dell'olio per effetto dell'ossigeno dell'aria ed è caratterizzato da odori che ricordano le noci vecchie, la frutta secca, il grasso irrancidito, fino a un intenso odore che ricorda la vernice-plastica. Se lo assaggiamo e percepiamo sensazioni sgradevoli che ricordano il grasso irrancidito, la vernice, o l'oliva in salamoia, la muffa o il putrido allora si tratta di un olio "vecchio". Quello vecchio e irrancidito evidenzia sempre un fondo dolce. La completa mancanza dell'amaro e del piccante è indice del fatto che si sono decomposti i fenoli. Se poi è collegata al difetto di rancido è un chiara spia del fatto che l'olio ha ormai subito un processo ossidativo irreversibile.